
Giovanetti
Gian Luigi
Nasce nel 1947 e dopo aver frequentato l’Accademia di Brera si è dedicato alla grafica pubblicitaria, mostrando un aggancio preciso al mondo dell’immaginario di massa.
Abile e sensibile disegnatore, dà vita ad una pittura in cui è forte la presenza di elementi che riecheggiano il taglio compositivo, l’impaginazione e la freschezza dell’immagine pubblicitaria.
Abile e sensibile disegnatore, dà vita ad una pittura in cui è forte la presenza di elementi che riecheggiano il taglio compositivo, l’impaginazione e la freschezza dell’immagine pubblicitaria.
Questi elementi caratterizzanti della sua arte vengono però riassorbiti e inglobati in una rappresentazione più tollerabilmente umana, quasi sospesa fra la finitezza dei propri contorni fisici e l’unicità della propria assenza al presente, del proprio diventare icona, sempre alla ricerca di una nuova nozione di figurazione, libera e soggettiva.

La figura
femminile
Giovanetti ama la figura umana, per lo più femminile.
Nelle sue opere vibra una forza creativa, priva di ogni pregiudizio formale, tesa nello svolgere una tematica di donne e uomini, spesso nudi ma liberi di malizia.
Lo sguardo dell’artista indaga e rivela l’intimo dell’umanità dei propri personaggi.
Personaggi che vivono e vibrano di luci e ombre, di linee precise che ne delineano l’essenzialità, senza compiacimento pittorico.
Nelle sue opere vibra una forza creativa, priva di ogni pregiudizio formale, tesa nello svolgere una tematica di donne e uomini, spesso nudi ma liberi di malizia.
Lo sguardo dell’artista indaga e rivela l’intimo dell’umanità dei propri personaggi.
Personaggi che vivono e vibrano di luci e ombre, di linee precise che ne delineano l’essenzialità, senza compiacimento pittorico.
Giovanetti, nel dar vita alle proprie forme, non indulge negli effetti eccessivi ed esagerati. Contiene la passionalità in un disegno a struttura rigorosa, in un controllo razionale del suo segno, puro, quasi grafico.
Il mistero dell’essere umano rappresentato in queste opere è quel quid imponderabile che circola nello sguardo dei suoi personaggi, nel loro essere “fuori dal tempo” e “oltre il tempo”, in quel magnifico gioco di ombre percorso da brividi di luminosità che delineano queste effigi come a proiettarle in uno spazio infinito.
Il mistero dell’essere umano rappresentato in queste opere è quel quid imponderabile che circola nello sguardo dei suoi personaggi, nel loro essere “fuori dal tempo” e “oltre il tempo”, in quel magnifico gioco di ombre percorso da brividi di luminosità che delineano queste effigi come a proiettarle in uno spazio infinito.
Pop Art
ispirazione artistica
L’arte del XX secolo nasce da una duplice rottura nei confronti dell’espressività del secolo precedente. Da una parte vi è il rinnegare i canoni figurativi per scegliere i moduli espressivi della non-iconicità (quella che molto più comunemente, ma non sempre correttamente, viene definita astrazione), dall’altra la ricerca di nuove forme che, pur legate alla concezione pittorica del passato, sappiano approdare ad una nuova nozione di figurazione, più libera e soggettiva, meno intrinsecamente legata al concetto mimetico che per secoli ha accompagnato la storia dell’arte. Giovanetti si inserisce in questo contesto.
Giovanetti possiede tanto l’energia del disegno, quanto la mobilità dei colori. Cerca di creare un’opposizione alla stanca quotidianità del reale già a partire dalla rivoluzione dei valori cromatici, dando vita ad opere che a livello coloristico oscillano in toni espressionisti, talvolta onirici e surreali. Utilizza infatti un cromatismo acceso, vivace, deciso. I colori sono per lo più squillanti, quasi saturi; sono blu, rossi, turchesi, ocra, verdi; sono tinte forti, spesso scure e profonde. Il colore non è mai usato come una superficie delimitata dal segno, da colmare, ma come un’area riscattata dall’elemento cromatico stesso, che cerca di affermare, delineando il ritmo delle linee e del tratto, la propria legittimazione.


